etologia

La danza delle api: tra socialità ed individualità

Gli animali sociali devono costantemente integrare e rispondere ai segnali degli altri individui all’interno del gruppo. La cosiddetta “danza delle api” rappresenta una delle forme di comunicazione intraspecifica più complesse e più evolute degli animali eusociali. Questa danza è svolta dalle api deputate alla ricerca di cibo, le bottinatrici, quando ritornano al loro alveare dopo aver trovato una buona sorgente di nettare; essa pertanto svolge un ruolo fondamentale nel garantire un efficiente sfruttamento delle risorse disponibili per la colonia. Infatti, attraverso questo segnale, sia visivo che vibrazionale, le api bottinatrici reclutano le altre api dell’alveare verso la stessa fonte di cibo.

Round Dance e Waggle Dance a confronto

Nello specifico, le api possono compiere due tipi di danze. Le specie meno complesse svolgono esclusivamente la Round Dance, una danza circolare generica che indica che, nell’arco di 50 m dall’alveare, si trova la fonte di cibo. Altre specie sono in grado di indicare ai compagni della colonia fonti di nutrimento che si trovano a distanze maggiori, attraverso la Waggle Dance (danza scodinzolante o danza a 8). Questa permette alle api di esprimere una vasta gamma di informazioni in più:

  • Qualità e ricchezza della fonte vengono espresse attraverso una danza più vivace, che prevede un maggiore scuotimento durante il tratto rettilineo della danza scodinzolante, la fase oscillatoria.
  • Alcune specie possiedono un odòmetro ottico e dunque la capacità di determinare la distanza percorsa durante il volo, mediante la velocità con cui le immagini si muovono attraverso il campo visivo. Si tratta quindi di una distanza relativa, in base all’ambiente in cui l’ape si trova (una stessa distanza può essere percepita più breve in un paesaggio monotono, e viceversa). Questa informazione si traduce nella fase oscillatoria della danza scodinzolante: più questa è lunga, più distante è la fonte di cibo.
  • Le informazioni sulla direzione possono essere comunicate grazie alla memorizzazione dell’angolo che la fonte di nutrimento e il sole creano, rispetto all’alveare. Dato che all’interno del favo non è possibile osservare la posizione del sole, le api effettuano una trasposizione di quest’ultima con la verticale del favo stesso. In questo modo, nella completa oscurità, il riferimento direzionale delle api diviene la gravità. Sono inoltre dotate di un orologio biologico che permette loro di comprendere lo scorrere del tempo e dunque correggere la posizione del sole rispetto al tempo trascorso, anche quando il sole è coperto da nuvole o chiazze di vegetazione.
Trasposizione dell’angolo nella Waggle Dance

Ma la caratteristica forse più affascinante di questo segnale è proprio quella di presentare profonde differenze interindividuali durante l’attività comunicativa. Ad oggi molto poco si conosce circa l’effetto dei segnali esterni sul comportamento dei singoli individui all’interno di una stessa colonia di insetti sociali. Recentemente, un gruppo di ricercatori ha utilizzato proprio la danza delle api da miele come paradigma sperimentale per cercare di comprendere questo fenomeno. 

Questo studio ha evidenziato innanzitutto l’esistenza di una differente percezione della ricompensa del cibo: in ognuno dei gruppi oggetto di studio, erano presenti alcuni individui più attivi nel comunicare informazioni, rispetto agli altri, sulla medesima fonte di cibo. Successivamente sono state effettuate delle manipolazioni all’interno della colonia, eliminando alcune bottinatrici o permettendo a nuove reclute di inserirsi nel gruppo. Questi esperimenti hanno messo in luce rispettivamente un aumento e una diminuzione nell’attività di danza in 9 su 12 gruppi di bottinatrici oggetto di studio. I risultati sono probabilmente dovuti ad un cambiamento di afflusso di nettare, causato dalla rimozione o dall’aggiunta di bottinatrici dal gruppo, associato ad una modifica delle interazioni sociali. È interessante inoltre notare che gli individui più attivi erano anche i più sensibili al cambiamento, indicando che le differenze comportamentali nelle risposte agli stessi segnali sociali potrebbero essere guidate da differenti soglie di risposta allo stimolo.

In conclusione, lo studio ha rilevato un’interessante correlazione tra le differenze interindividuali e l’ambiente, fornendo una delle prime prove sperimentali su come il cambiamento delle interazioni sociali possa influenzare il comportamento individuale. Pertanto, questi risultati potrebbero rappresentare un punto di partenza per comprendere i processi alla base dell’integrazione dei fattori sociali e ambientali nella scelta di eseguire un comportamento.

Articolo: George E.A. & Brockmann A. (2019). Social modulation of individual differences in dance communication in honey bees. Behavioral Ecology and Sociobiology 73:41. https://doi.org/10.1007/s00265-019-2649-0


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